Boxer Bianco, un lieto fine per una storia controversa

Chicca boxer bianca che diede origine al primo raduno di boxer bianchi
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Negli ultimi anni, il cane costituisce sempre di più una presenza imprescindibile e socializzante all’interno della casa. È un amico, un componente a tutti gli effetti della famiglia e come tale viene trattato per quanto riguarda cure e affetto.

Si tratta di una concezione molto diversa da quella di animale da corte, più diffusa e sentita fino a non molti decenni fa. Il cane quindi, non più solo come animale da caccia o da guardia, ma come compagno di vita e amico fedele. Un cambio di paradigma radicale che ha investito anche il mondo degli allevatori. Iniziano ad adottare infatti dei criteri non più dettati meramente ad una pura interpretazione di uno standard, ma che prestano una grande attenzione al benessere psicofisico del cane.

Correva l’anno 2000 e un po’ controcorrente Paolo (oggi fondatore di FEED-0) decise di organizzare un raduno di boxer bianchi.

“Che c’è di strano?” vi chiederete, giustamente.

Dobbiamo fare un passo indietro, più precisamente dobbiamo andare nella Germania di fine ‘800 in cui vivevano alcuni cani mordaci dall’origine incerta, conosciuti con il nome di bierboxer. Il cinologo viennese Friedrich Roberth, volendo creare una razza pura tedesca da utilizzare come cane da utilità, unì l’ormai scomparso bierboxer e il bullenbeisser, le cui femmine venivano di frequente incrociate con il bulldog inglese dando vita a esemplari tarchiati, massicci e dal manto bianco.

Nacque così una nuova razza: il boxer. Dei 4 capostipiti iniziali, due si presentavano con il manto interamente bianco. E così molti dei discenti, veri e propri pilastri della selezione.

boxer bianca con cucciolata
Chicca (Boxer di Paolo Bassi) e la sua prima cucciolata

Nel 1934 il club che ne tutelava la razza decise di escludere dalla riproduzione tutti soggetti nati con più di un terzo del manto di colore bianco. In questo modo hanno decretato che i cuccioli nati bianchi venissero soppressi alla nascita dagli stessi allevatori. Una pratica e un ostruzionismo senza fondamento alcuno. Così intenti a condannare il manto bianco, da non prestare attenzione alle vere problematiche legate alle patologie che la razza rischiava di portarsi dietro.

La decisione di organizzare un raduno di boxer bianchi è stata per certi versi un apri pista del cambio di paradigma. Il boxer bianco diventa infatti un famigliare di cui si accettano i possibili pregi e difetti e a cui si vuole bene indistintamente, non solo uno standard di razza o un trofeo da esibire.

Il 24 settembre 2000 a Marengo in provincia di Alessandria, all’interno di un Raduno di Razze da Presa, si svolse il primo Raduno di Boxer Bianchi a cui parteciparono sette soggetti.

foto del primo raduno di Boxer bianchi organizzato da Paolo Bassi
Primo raduno di Boxer Bianchi organizzato da Paolo Bassi (2000)

Qui a seguito il commento del giudice che seguì la manifestazione:

“La curiosità della giornata è stata la numerosa partecipazione dei boxer bianchi al loro “specialissimo” raduno. Colore a parte, ovviamente, erano presenti soggetti con buone teste e corrette costruzioni”

Il giudice Renzo Carosio
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