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Meglio crocchette o pellet pressati a freddo?

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Facciamo un attimo chiarezza su cosa sono le crocchette estruse e cosa invece i pellet pressati a freddo.

Negli ultimi anni si è sentito parlare spesso di mangimi “pressati a freddo”, considerata di frequente come alternativa più sana e naturale alle crocchette in quanto non sottoposti a cottura.

Ma cosa sono e come vengono prodotti?

Indice

Quali sono le principali differenze tra crocchette e pellet pressati a freddo ?

Cominciamo con il presentare le sostanziali differenze dal punto di vista produttivo con una precisazione.

Un impianto completo per una linea di produzione di pellet pressati a freddo ha un livello tecnologico molto più elementare rispetto ad una classica linea di estrusione di crocchette.

In una linea di produzione per crocchette estruse infatti la tecnologia produttiva é davvero rilevante. 

La produzione di prodotti alimentari implica una serie di rigidi parametri a cui attenersi per cui anche un’impiantistica di prim’ordine svolge già una prima funzione di supporto, finalizzata ad ottenere prodotti finiti con un elevato standard qualitativo. Non a caso il claim di una delle più importanti aziende produttrici di estrusori recita “Non esistono scorciatoie per la sicurezza alimentare”.

Per sicurezza alimentare si intende la possibilità di garantire in maniera costante, e in ogni fase, che il prodotto sia lavorato in adeguate condizioni igieniche rispettando i parametri stabiliti.

Ricordiamo inoltre che soltanto gli estrusori che producono le crocchette possono lavorare sia carni fresche o trasformate in farine (o disidratati che dir si voglia).

Come sono prodotte le crocchette estruse

La produzione delle crocchette in Italia può vantare una storia di oltre 40 anni, con un bagaglio di esperienze non certo trascurabile. Ecco qui una breve sintesi del processo produttivo delle crocchette.  Si parte dalle celle dove sono stoccate singolarmente tutte le materie prime che, a seconda della formula scelta, vengono automaticamente prelevate e condotte nella sede dove verranno premiscelate.

Crocchette Pollo All Breeds di FEED-0

Da qui attraverso un primo passaggio si ottiene un impasto che, con aggiunta di acqua, riceve una prima cottura. Ancora acqua e vapore fino a circa 130° di temperatura e finalmente, attraverso una filiera (con un processo produttivo simile a quello della pasta trafilata) escono le crocchette che, ancora molli, raggiungono l’impianto di essiccazione che lavora tra 90° e 140°.

Successivamente, ancora calde, passano alla fase di grassatura, dove vengono appunto grassate esternamente. Qui poi raffreddate e dopo una serie di controlli di routine, come peso specifico, umidità e altre analisi, raggiungono l’insacco per essere poi confezionate. L’intero ciclo dura in media meno di un’ora.

Come sono prodotti i pellet pressati a freddo

Fino a pochi anni fa i mangimi pressati a freddo venivano prodotti e utilizzati solo in zootecnia per l’alimentazione di polli, conigli, bovini, suini ed altri animali da reddito destinati alla macellazione. Solo da pochi anni è stata adottata la stessa tecnica per produrre anche mangimi per cani.

Nella produzione dei mangimi pressati a freddo il ciclo produttivo è diverso e più breve. Praticamente una stessa vite spinge gli ingredienti macinati e precedentemente miscelati (essenzialmente sotto forma di farine) all’interno di una pellettatrice. Un macchinario che tramite rulli esercita meccanicamente una pressione sull’impasto che viene spinto attraverso una filiera dai cui fori prendono forma i pellet.

Arrivati a questo punto il prodotto è finito, pronto per essere insaccato.

I mangimi pressati a freddo sono sostanzialmente farine sottoposte ad un basso trattamento termico (tra i 30° ed i 40°) e successivamente “pressate a freddo”.

La temperatura di cottura influisce sulla perdita nutrizionale?

Con la cottura tutti gli alimenti subiscono una perdita nutrizionale, questo è fuori discussione, esistono però le integrazioni per porre rimedio a questo inconveniente.

Teniamo conto che il cosiddetto “pressato a freddo” subisce sì, l’ultima fase di lavorazione a poco più di 30 gradi, ma è prodotto solo con farine (materie prime che non possono più vantare le caratteristiche dell’ingrediente fresco) e per quanto concerne quelle di carne e di pesce invece già precedentemente sottoposte a trattamento termico.

Per quanto riguarda poi la cottura a temperatura elevata anche una buona torta della nonna è cotta in forno a circa 200°. Possiamo forse dire che non è naturale perché è stata cotta? O che non è buona e che non porterà nutrimento a chi la mangerà?

La cottura non è un male in quanto tale, ha tra i suoi obiettivi primari quello di evitare ed abbattere eventuali cariche batteriche e consentire una buona conservazione dell’alimento.

Non pare proprio quindi che esistano elementi tali per poter dire con ragionevolezza che i pellet pressati a freddo siano qualitativamente superiori alle crocchette che tutti noi conosciamo. 

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