Andare a passeggio con il nostro cane è una delle attività che facciamo quotidianamente. Molto spesso capita che lui ci trascini per le vie del paese, trasformando quella che noi speravamo essere una piacevole passeggiata nella maratona di New York. Ma perché tutto ciò accade?





I motivi per cui il cane tira al guinzaglio sono molteplici, è importante sottolineare che ogni cane è diverso, quindi non si può risolvere il “problema” cercando una soluzione su internet, esistono però delle linee guida comuni a cui possiamo attenerci.


Partiamo dallo strumento con cui usciamo con il nostro cane: collare o pettorina?

Ci tengo a precisare che uno strumento rimane uno strumento, ma il modo con cui lo si utilizza può fare la differenza. Per quanto riguarda le prime esperienze con il cucciolo una pettorina ad H può essere preferibile in quanto, avendo il gancio per il moschettone del guinzaglio a metà schiena, gli darà maggiore libertà di movimento aiutandolo a prendere maggiore consapevolezza del proprio corpo.




Passiamo invece a considerare la situazione passeggiata con un cane già adulto: un guinzaglio tra 1,5 e 3 mt con doppio moschettone senza anelle è nella maggior parte dei casi il giusto compromesso per permettere al nostro amico di godersi più serenamente l’uscita prendendosi lo spazio che gli serve per analizzare situazioni o evitarne altre.

Il rischio di un guinzaglio troppo lungo o del flexi (guinzaglio a cordina avvolgibile) in ambiente urbano è di “perdersi” il cane. Ricordiamo poi che con un’ordinanza del 13 luglio 2016 si è stabilito che nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico i guinzagli non possono superare un metro e mezzo di lunghezza e, qualora si sia in possesso di un guinzaglio estensibile questo andrà bloccato sempre alla stessa misura di 1,5 mt. La troppa autonomia potrebbe di fatto indurlo ad intralciare il passaggio di persone, a lanciarsi verso altri cani o spingersi ad attraversamenti di strada in autonomia, senza possibilità di un tempestivo controllo da parte nostra. Con un guinzaglio eccessivamente corto invece qualsiasi cane si troverebbe a tirare semplicemente per mettere il naso a terra.




Ogni coppia cane-proprietario ha un suo rituale d’uscita quindi, dal momento in cui al proprietario cade l’occhio sul guinzaglio, il cane viene investito da emozioni che lo portano ad agitarsi, saltare, vocalizzare e a tirare come un treno una volta usciti. Per abbassare questo stato emotivo al nostro amico si può pensare di toccarlo in modo garbato e, usando toni pacati, fare con lui attività che lo aiutino a calmarsi così da poter poi uscire non appena sarà un po’ più tranquillo.

Una volta usciti l’attenzione del cane potrebbe essere catturata da una serie di stimoli: odori, cani, persone, bambini che giocano, biciclette e direzionandosi verso di essi, iniziare a tirare. Non riponiamo ogni aspettativa educazionale nel guinzaglio. Quest’ultimo non deve diventare per noi una sorta di timone con cui direzionare il cane, ma solo una “cintura di sicurezza”. Imparare a muoverci con il nostro cane e comunicare con lui è la chiave per godersi insieme una bella passeggiata.




E’ importante vivere con lui momenti di libertà, prendendosi il tempo per essere (noi umani) un po’ più cani, magari concedendoci qualche uscita in contesti naturali dove il nostro cane possa scorrazzare ed esplorare. Osservandolo in queste esperienze potremo capire meglio come muoverci in sintonia con lui rendendo ogni esperienza futura più piacevole per entrambi.

Isabella Grandi - Educatore e Istruttore cinofilo SIUA

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