Eccoci alla seconda tappa del nostro viaggio nel mondo degli allevatori. Per l’occasione siamo andati a Quartiere, una piccolissima frazione nella campagna del Comune di Portomaggiore (Fe).



In un vecchio mulino abita Maria Grazia insieme ai suoi golden retriever. L’amore di Maria Grazia per questi cani è contagioso. Una dedizione quotidiana, un’attenzione continua alle necessità legate al caldo e all’età degli esemplari più anziani e l’emozione quando si parla di Gaia, la golden retriever da cui è iniziato tutto.





Come nasce l’allevamento del Sogno Antico?
Maria Grazia ci ha raccontato esattamente quello che lei scrisse, come lettera-aperta, poco prima che la sua capostipite se ne andasse e ci piace proporne degli stralci, virgolettati, all'interno di questa intervista, perché rende proprio il senso di ciò che significa per lei vivere con i golden retriever. "Quand’ero piccola sapevo che nella mia vita un cane ci sarebbe stato ma, allora, non conoscevo ancora come sarebbe stato e che nome avrebbe avuto. Poi, dopo molti anni, è arrivata lei, Gaia. Non dimenticherò mai la prima volta che vidi quella bellissima bionda cucciola gallese. Sembra ieri che l’ho accarezzata per la prima volta". Ho scoperto il golden retriever quando ventitreenne mi trasferii ad Amsterdam per amore. Una volta tornata in Italia, essendomi dimenticata il nome della razza, provai a cercare in giro, ma senza internet arrivai solo a capire che era simile a un labrador. Poi un giorno,  grazie ad un vecchio album di figurine Panini, mi si è aperto un mondo, quello dei golden retriever.

Con Gaia ho iniziato a frequentare le prime esposizioni canine e con lei ho imparato i segreti del mestiere. "A quel tempo i golden retriever non erano così diffusi nel nostro paese. Da allora ne è stata fatta di strada e provo un mix di gioia e nostalgia pensando che Gaia ha contribuito a scrivere un pezzettino di storia della razza, qui in Italia (pensate che Gaia è in copertina del volume “Il Golden Retriever” di Luisa Ginoulhiac - De Vecchi Editore (1997), una pubblicazione storica nel panorama della cinofilia).




Solo quando compì 10 anni, decisi di preparare tutta la documentazione affinché diventasse campionessa riproduttrice, potevo farlo anni prima ma era come, almeno per me, fissare sulla carta che gli anni stavano passando e che lei stava invecchiando. Forse volevo fermare il tempo. Con Gaia si è realizzato un sogno che era nell’aria da molto tempo, con lei infatti è partito il Sogno Antico".

Quanti golden retriever hai adesso?
In questo momento sono 12, ma è ormai la normalità. Di più non ne potrei tenere perché ho scelto di farli vivere con me: tra il salotto di casa e il giardino, senza box. Cerco sempre di mantenere la linea di sangue iniziata con Gaia – perché aveva un ottimo carattere oltre che ad essere perfetta fisicamente – anche se nel corso degli anni ne ho inserite due nuove.




È difficile farvi capire quello che succede durante l’intervista: siamo seduti al tavolo della cucina a chiacchierare con Maria Grazia, i suoi golden ci sentono e quindi – giustamente – reclamano attenzione. A piccoli gruppi, vengono fatti uscire in giardino, ma solo per qualche minuto. La giornata è infatti troppo calda per poter giocare nel boschetto che circonda la casa. Meglio rimandare di qualche ora. Appena rientrano in cucina, incuriositi dalla nostra presenza se ne approfittano subito: coccole a volontà per tutti. (Agata, la più anziana, ogni volta che fermiamo la mano che la coccola, ci spinge con il muso affinché si riparta subito ad accarezzarla).


Com’è la giornata tipo?
Alla mattina si fanno le pulizie, che occupano buona parte della giornata. Poi li lascio molto liberi: tra giochi in casa e in giardino, a seconda del tempo e delle stagioni. Una volta a settimana li spazzolo tutti. E poi ammetto, ho capito l’importanza di trovare un po’ di tempo anche per me. Sono consapevole che il mio allevamento sia diverso dagli standard (per il fatto che i cani vivono liberi in casa ndr): i miei cani sono la mia famiglia, è evidente, ma come essere umano ho bisogno di avere stimoli e interessi diversi. La mia giornata tipo in allevamento è molto simile a quella di una famiglia.




Quale parte del tuo (lavoro/passione) ti rende meggiormente felice?
Sicuramente, ciò che mi riempie di gioia è sapere che i miei cuccioli contribuiranno a rendere felice una famiglia. L’altra cosa che mi piace moltissimo è sapere che i miei cani prestano la loro opera sia per la Protezione Civile che per la PetTherapy.

Come scegli le persone a cui affidare i tuoi cuccioli?
Quello dell'affidamento di un cucciolo è un momento molto importante per un allevatore, nel senso che bisogna essere certi che le persone abbiano scelto questa razza con consapevolezza e che abbiano una qualità di vita adatta a poter vivere con un golden retriever. Per cui, in certi casi, mi sono ritrovata, e sono certa mi ritroverò, a sconsigliare questo tipo di cane che ha bisogno, più di altri, del contatto umano.




Per le persone o le famiglie che prendono un cucciolo nel mio allevamento, sono sempre un punto di riferimento qualsiasi cosa succeda al cane nell'arco della sua vita. Bisogna sempre pensare che chi prende un cane, soprattutto se per la prima volta, non ha conoscenza su come gestirlo al meglio, perché manca di quel know-how che solo l'esperienza può dare. Per cui ritengo che la figura dell'allevatore sia molto importante nell'aiutare le persone su "come fare" in certi casi. È un rapporto molto stretto quello che si instaura tra le famiglie, il cane e l’allevatore.

Che valore dai alla nutrizione per la qualità della vita dei tuoi cani?
È chiaramente un aspetto molto importante perché il cibo contribuisce in modo considerevole alla salute, fisica e mentale di un cane. I golden retriever possono soffrire di piodermite e da quando mi affido ai consigli di Paolo (ormai da anni, anche prima di Feed-0 ndr) non ho più assistito al presentarsi di questa malattia.

Un allevatore valuta la qualità del cibo soprattutto sui cuccioli, con loro capisci subito se crescono sani e forti. Pelo lucido e feci composte sono sicuramente uno dei primi segni indicatori. Utilizzando cibo di qualità ho riscontrato anche un miglioramento prima nella fertilità e poi nella numerosità e stabilità delle cucciolate. L’alimentazione incide anche nella longevità degli animali e per me è fondamentale che i miei cani vivano bene e che siano in salute. Per questo motivo presto molta attenzione a ciò che do loro da mangiare.

C’è un augurio che ti va di fare a chi sta pensando di prendere un cane? 
Di condividere davvero la vostra vita anche con un cane. Solo chi vive con un cane, in simbiosi, nell’accezione più positiva, può comprendere cose di un mondo così diverso dal nostro ma così complementare.



Per avere altre notizie su Maria Grazia e il suo allevamento date un occhiata al sito internet http://www.sognoantico.it/ oppure seguite "Allevamento del Sogno Antico" su facebook.