Pet therapy: un supporto a quattro zampe

L'articolo esplora la pet therapy, un approccio terapeutico che utilizza gli animali, in particolare i cani, per migliorare il benessere psicologico, emotivo e fisico delle persone.

Indice

Le potenzialità curative degli animali sono sempre più riconosciute a livello medico e psicologico, tanto da rendere la pet therapy uno strumento consolidato ed estremamente efficace nel promuovere e migliorare la salute umana.

Cos’è la pet therapy e i suoi benefici

Con pet therapy si intende l’uso terapeutico degli animali da compagnia al fine di migliorare il benessere psicologico, emotivo e fisico delle persone. Infatti, è stato dimostrato che il contatto con un animale, oltre a compensare la presenza di affetti mancanti, può stimolare la creazione di relazioni interpersonali, offrendo spunti di ilarità, gioco e conversazione. Altri benefici comprovati della pet therapy sono la riduzione dello stress, l’aumento dell’autostima, la stimolazione mentale e il sostegno emotivo.

Perché scegliere proprio i cani?

Pur non essendo l’unico animale adatto, il cane è quello che funge più spesso da co-terapeuta, grazie alla sua predisposizione naturale all’interazione e alla capacità di stabilire un forte legame con l’uomo. Inoltre, è in grado di percepire le emozioni del paziente attraverso il linguaggio del corpo, rispondendo di conseguenza in base all’addestramento ricevuto e all’indole caratteriale. Questo può tradursi in un sostegno concreto fatto di gioco, coccole e vicinanza, che facilita la creazione di un ambiente sicuro e confortante.

I cani selezionati per la pet therapy sono generalmente caratterizzati da una predisposizione all’addestramento, un temperamento equilibrato e una natura socievole, come nel caso dei Labrador, dei Pastori Tedeschi e dei Golden Retriever.

Il mio cane può diventare pet therapist?

Se ti stai chiedendo se il tuo cane possa diventare un animale da pet therapy, la risposta dipende da alcuni requisiti fondamentali. Non tutti i cani sono adatti a questa pratica, in quanto devono possedere un temperamento calmo, socievole e una buona capacità di adattarsi a diverse situazioni, senza mostrare segni di ansia o aggressività. D’altro canto, per te, come operatore, è importante sviluppare competenze pratiche nell’addestramento degli animali e avere una spiccata predisposizione al lavoro in ambito sociale e sanitario. Sarà infatti necessario entrare in sintonia con persone di tutte le età, dai bambini agli anziani, fino a chi ha disabilità fisiche o mentali, e adattare il tuo approccio alle esigenze di ciascuno. 

Il percorso per diventare un professionista nel campo della pet therapy prevede un corso formativo riconosciuto e il conseguimento di una certificazione ufficiale, che attesti le tue competenze e garantisca la sicurezza degli animali e delle persone coinvolte. Accanto alla formazione teorica, è fondamentale acquisire esperienza pratica, partecipando a tirocini o stage in strutture che utilizzano la pet therapy, come ospedali, case di cura o associazioni. Inoltre, dato che si tratta di un campo in continua evoluzione, è essenziale partecipare a corsi di aggiornamento, conferenze e workshop, per mantenere alta la qualità dei servizi offerti.

Un tuffo nella storia della pet therapy

L’espressione pet therapy risale agli inizi degli anni Sessanta e viene ricondotta al neuropsichiatra statunitense Boris Levinson, il primo a studiare scientificamente il ruolo degli animali sulla salute mentale. Levinson aveva osservato che la presenza di un animale da compagnia durante le sedute psichiatriche facilitava l’instaurazione di un rapporto col terapista. Infatti, pazienti con difficoltà comunicative e relazionali si “scioglievano” e abbassavano le proprie barriere con la semplice presenza di un cane. Da allora, i numerosi studi condotti sulla pet therapy hanno favorito il suo passaggio da pratica pionieristica a realtà stabile e consolidata nel panorama terapeutico attuale.

Le branche della pet therapy

Nel corso del tempo, il termine pet therapy ha iniziato a includere diverse sottocategorie, caratterizzate da obiettivi specifici e diversi ambiti di intervento:

Attività assistite con animali (AAA)

Consistono in interventi di supporto psico-relazionale, finalizzati al miglioramento del benessere dei partecipanti. Queste attività non sono terapeutiche in senso stretto, ma si concentrano sulla socializzazione, riduzione dello stress e miglioramento dell’umore dei pazienti. Gli animali agiscono quindi come “facilitatori”, creando un ambiente positivo e accogliente.

Terapie assistite con animali (TAA)

Consistono in interventi personalizzati che si affiancano alle terapie tradizionali. Gli animali sono integrati in un processo terapeutico strutturato, con l’obiettivo di supportare il trattamento di specifici disturbi e favorire un miglioramento clinico nel paziente. 

Le AAA e le TAA trovano principale applicazione in tre categorie di utenti: 

  • Bambini malati e/o ospedalizzati: un animale può diminuire lo stress, il dolore, la noia e la paura, oltre che compensare la lontananza dei familiari.
  • Persone anziane: è stato dimostrato come un animale può sia ridurre la depressione e l’irritabilità, che aumentare la verbalizzazione e le risate nei soggetti anziani.
  • Malati psichiatrici: la presenza di un animale può facilitare l’interazione sociale e aumentare l’interesse per le attività di svago.

Educazione assistita con l’animale (EAA)

Gli animali svolgono un ruolo di supporto nell’ambito educativo e riabilitativo, favorendo lo sviluppo e l’apprendimento in bambini e adulti, spesso con bisogni educativi speciali. Le EAA si applicano in molteplici contesti, tra cui scuole, centri diurni e programmi di inclusione per persone con disabilità, al fine di trasmettere valori di cooperazione e altruismo, e rinforzare l’autostima nei pazienti.

Le condizioni necessarie per una buona terapia

Secondo la Carta dei valori e dei principi sulla pet relationship (Carta Modena 2002), vi sono alcuni principi inderogabili da seguire per garantire un utilizzo corretto della pet therapy. In primo luogo, la scelta degli animali deve essere accurata, tenendo conto delle caratteristiche più adatte agli obiettivi del progetto. Inoltre, l’animale deve essere certificato come sano dal punto di vista psicofisico e tale condizione deve essere assicurata per tutta la durata della terapia. Un altro aspetto fondamentale riguarda l’assenza di qualsiasi forma di coercizione nei confronti dell’animale, infatti, l’attività deve basarsi sul suo equilibrio psico-comportamentale e sulla sua relazione armoniosa con l’uomo. Infine, gli animali coinvolti devono rispettare adeguati tempi di riposo e beneficiare dalle attività svolte, per garantire il loro benessere durante l’intero processo terapeutico. 

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