Unità cinofile della Guardia di Finanza

L'articolo descrive il ruolo fondamentale delle unità cinofile della Guardia di Finanza, composte da agenti e cani addestrati, impiegati in operazioni di contrasto alla criminalità, salvataggio e sicurezza economica. Vengono presentate le quattro tipologie di unità cinofile: i cani antidroga, i cani anticontrabbando e antiesplosivo, i cani S.A.G.F. e i Cash Dog.

Indice

Le unità cinofile della Guardia di Finanza sono tra le risorse più preziose nell’arsenale operativo del Corpo. Infatti, il binomio composto da agente e cane addestrato svolge un ruolo fondamentale nelle operazioni di contrasto alla criminalità, di salvataggio e di tutela della sicurezza economica. 

I cani della Guardia di Finanza sono addestrati fin dai primi mesi di vita per operare sia in situazioni difficili come pendii scoscesi e ghiacciai, che in ambienti affollati come metropolitane e aeroporti. Inoltre, l’intero percorso di addestramento sfrutta gli istinti naturali del cane, dall’olfatto acuto alla caccia predatoria, ed è basato principalmente su dinamiche di gioco. 

Nel corso dell’articolo esploreremo insieme le quattro unità cinofile della Guardia di Finanza, approfondendo i loro scopi e le caratteristiche distintive.

I cani antidroga

Un cane antidroga è in grado di rilevare con precisione l’odore delle sostanze stupefacenti e segnalare la presenza di:

  • Prodotti cannabinoidi
  • Oppiacei
  • Cocaina e derivati
  • Ecstasy
  • Allucinogeni
  • Anfetamine

Il protagonista dell’addestramento è il manicotto: un telo di spugna arrotolato e legato con del nastro adesivo speciale, che viene intriso dell’odore della sostanza e usato come simulatore. Durante le sessioni, il cane impara a mordere il manicotto con forza e determinazione, migliorando così la sua capacità di reazione in situazioni reali. Al termine dell’addestramento, viene consegnato come premio giocoso, in modo da rinforzare il comportamento positivo e creare una connessione tra il lavoro svolto e il divertimento.

I cani anticontrabbando e antiesplosivo

I cani anticontrabbando e antiesplosivo sono addestrati specificamente per rilevare esplosivi, armi e altri materiali pericolosi legati a minacce terroristiche e attività illecite. Nel corso degli anni, sono stati addestrati anche per contrastare il contrabbando di sale, tabacchi, caffè, alcol e altre sostanze. Questi cani sono impiegati in ambienti ad alto rischio, come aeroporti, stazioni e porti, dove la loro capacità di individuare minacce imminenti è fondamentale per garantire la sicurezza pubblica. 

L’addestramento è altamente specializzato e prevede un processo rigoroso, che può durare da alcuni mesi a diversi anni. Si svolge in un ambiente controllato, dove il cane viene esposto a stimoli mirati (come odori artificiali per simulare la presenza di materiali pericolosi) e, ogni volta che rileva con successo una sostanza, viene ricompensato con un gioco o del cibo. Inoltre, l’addestramento prevede un focus particolare sulla gestione della distrazione, affinché il cane resti concentrato sull’obiettivo anche in ambienti caotici e affollati.

I cani S.A.G.F

Dal 1965 il Corpo del Soccorso Alpino e Fluviale della Guardia di Finanza (S.A.G.F.) ha integrato l’uso dei cani da valanga nella ricerca di persone disperse. In questi casi, le operazioni di salvataggio possono durare anche diversi giorni, a causa della vastità delle aree da perlustrare, delle condizioni atmosferiche avverse e della visibilità spesso limitata. Nonostante le difficoltà, l’impiego dei cani S.A.G.F si è dimostrato cruciale nelle operazioni di emergenza in scenari estremi, riducendo notevolmente i tempi di intervento e aumentando le probabilità di successo. Un precedente storico nell’utilizzo dei cani da salvataggio è rappresentato dalla storia di Barry, il famoso San Bernardo che, nel XIX secolo, divenne un simbolo di coraggio e dedizione, salvando le vite di più di 40 persone intrappolate nelle valanghe. Il suo esempio ha ispirato l’impiego dei cani da soccorso, aprendo la strada allo sviluppo di tecniche moderne come quelle adottate oggi dal S.A.G.F.

I Cash Dog

Ad oggi, i Cash Dog sono impiegati in pochi Paesi, tra cui Italia, Israele e Stati Uniti, con l’obiettivo di contrastare il traffico illecito di valuta. Questi cani vengono frequentemente utilizzati nelle operazioni di controllo doganale, alle frontiere e negli aeroporti, dove il loro fiuto diventa un alleato prezioso nella lotta al contrabbando di banconote.

Durante le sessioni di addestramento, viene utilizzato il denaro deteriorato, in modo che il cane si abitui al suo odore e impari a riconoscerlo con precisione nei bagagli, nei doppifondi dei veicoli, o in altri luoghi dove potrebbe essere stato nascosto. Inoltre, anche in questo caso si mantiene un’impronta giocosa, premiando il cane ogni volta che riesce a individuare la presenza di banconote.

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